Testo
dell’intervento del sen. Buttiglione al Senato contro la ricerca distruttrice
di embrioni
Sig. Presidente, on Colleghi,
una responsabilità storica pesa in questo momento sulle spalle del Senato della
Repubblica. Siamo chiamati a fare politica nel senso più alto e nobile della
parola. Siamo chiamati ad una decisione politica al di sopra e al di là delle
appartenenze di partito, siamo chiamati a fare politica al livello in cui la
politica interpella le coscienze di ciascuno e si eleva al di sopra degli
interessi particolari di gruppo o di coalizione. E' in gioco la dignità della
persona umana e, insieme con essa, la nostra capacità di orientare il
progresso della scienza e delle tecnologie invece di subirlo come un qualcosa
di autonomo e di non subordinabile a nessuna norma etica. Heidegger ha detto
che la nostra è l'età della tecnica e che alla potenza della tecnica si piega
ogni resistenza etica ed ogni norma morale. Un autore una volta assai popolare
a sinistra, T. W. Adorno ha detto che, al di là delle apparenze, la scienza non
è neutra. Essa, nel nostro tempo, è orientata dal mercato. E' la prospettiva
dello sfruttamento economico ad orientare i progressi della ricerca ed a
coagulare gli ingenti investimenti che li rendono possibili. E' in grado la
politica di orientare il mercato e la ricerca in modo che essi siano al
servizio della dignità e della libertà umana? E' questo il problema che il
vostro voto, onorevoli colleghi, è chiamato ad affrontare. Per di più oggi la
decisione del Senato della Repubblica ha un peso decisivo nella politica
europea.
Come voi sapete il Parlamento Europeo, con una esigua
maggioranza, ha dato il via libera, con un emendamento all'art. 6 del VII
Programma Quadro, alla ricerca scientifica che distrugge embrioni umani
prendendo una posizione direttamente opposta ai principi sui quali si basa la
legge 40. Tale decisione passa adesso all'esame del Consiglio Competitività,
che si riunisce il 24 di questo mese, che può confermarla o revocarla.
Il governo italiano, nella persona del ministro Mussi, ha dichiarato
l'intenzione di votare a favore di tale emendamento. Il voto dell'Italia è in
questo caso decisivo. Il via libero a questo tipo di ricerca è stato fino ad
ora negato da una cosiddetta minoranza di blocco, di cui facevano parte, oltre
all'Italia, la Germania, la Polonia, l'Austria, la Slovacchia e Malta. Se viene
meno il voto dell'Italia viene meno la minoranza di blocco e questa ricerca
avrà il via libera in Europa.
Le ragioni che sono state addotte per giustificare questa decisioni non sono
convincenti. Si è detto che l'Italia non può isolarsi in Europa. In una
minoranza di blocco insieme con Germania, Polonia, Austria, Slovacchia e Malta
l'Italia non è affatto isolata. Questi paesi mettono insieme circa la metà della
popolazione dell'Unione e una parte straordinariamente grande del potenziale
scientifico dell'Unione stessa. Si è detto che noi non vogliamo fare quel tipo
di ricerca ma non vogliamo impedire ad altri di farla. Anche questo non è vero.
Ogni stato è libero di fare la ricerca che ritiene opportuna e di finanziarla
con i suoi denari. Il VII Programma Quadro decide solo dell'uso dei fondi
europei (quindi anche italiani) per finanziare le ricerche, oltre a dare un
avvallo morale e politico la cui importanza non può essere sottovalutata. Noi
non vogliamo dare in sede europea un avvallo ad una posizione in contraddizione
con la legge italiana e non vogliamo che i soldi dei contribuenti italiani
vengano usati per finanziare ricerche a cui i ricercatori italiani non
potrebbero partecipare. Anche chi è contro la legge 40 dovrebbe riflettere che
in questo modo si regalano denari del contribuente italiano per ricerche in
contrasto con il nostro ordinamento e che non potrebbero essere fatte dai
nostri ricercatori.
Noi chiediamo che l'Italia voti contro l'emendamento del Parlamento Europeo
all'art. 6 del VII Programma Quadro ricostituendo di fatto la minoranza di
blocco precedentemente esistente. Non siamo chiusi a eventuali soluzioni di
compromesso a condizione che esse rispettino il principio della intangibilità
dell'embrione umano, e sappiamo che a tali soluzioni di compromesso si potrà
arrivare solo se si partirà dalla posizione di forza definita dalla esistenza
di una minoranza di blocco.
Credo che ognuno in questa aula debba riflettere sul fatto che la minoranza di
blocco, a cui noi vogliamo tornare ad aderire, comprende un paese ad altissimo
sviluppo scientifico come la Germania. Questa posizione, precedente anche alla
sottoscrizione della dichiarazione di intenti alla quale il ministro Mussi ha
ritirato la firma italiana, non è stata assunta né da Helmut Kohl né da Angela
Merkel. Il Cancelliere era allora Gerhard Schroeder, uomo di sinistra e
socialista. Avendo vissuto sulla propria pelle la barbarie nazionalsocialista
la Germania è un paese particolarmente sensibile ai temi della dignità della
persona in tutte le sfumature del suo panorama politico.
Io ho presentato, insieme con i senatori Mantovano, Bianconi, Polledri,
Pallaro ed Andreotti in vista di questa discussione in aula, una semplice
risoluzione che vincola il governo a votare contro la ricerca distruttiva di
embrioni umani. Credo che il senatore Peterlini abbia presentato una
risoluzione di analogo contenuto. Apprendo inoltre da un recente lancio di agenzia
di una risoluzione di maggioranza ma non mi è ben chiaro se essa vincoli il
governo a votare contro la ricerca distruttiva di embrioni umani e quindi
contro l'articolo 6 emendato del testo del VII Programma Quadro.
Per la verità le dichiarazioni del ministro D'Alema nel question time della
Camera qualche ora fa' affermano una posizione politica esattamente contraria a
quella che alcune indiscrezioni attribuiscono al documento di maggioranza
presentato al Senato. E' la maggioranza del Senato in disaccordo con l'on.
D'Alema? Ammetto di non sapere cosa pensare e credo che il governo abbia il
dovere di fare chiarezza. Non vogliamo sapere solo se il governo intende
promuovere o privilegiare la ricerca sulle staminali adulte. Tutto ciò è
lodevole ma non tocca la questione di fondo. Intende il governo votare contro
la ricerca che distrugge embrioni umani, qualora la mozione di maggioranza
fosse approvata? Ove così fosse io credo che il mio gruppo parlamentare e gli
altri gruppi parlamentari della minoranza dovrebbero seriamente esaminare
l'ipotesi di votare anche questa mozione.
Chiedo al rappresentante del governo di chiarirci se si senta vincolato da tale
risoluzione a votare contro la ricerca distruttrice di embrioni umani.
D'altro canto, se questo fosse il caso non vedo cosa possa impedire ai senatori
della maggioranza di votare anche la risoluzione proposta da me e dai colleghi
che ho sopra ricordato, oltre che quella del collega Peterlini.
Ho seguito con grande simpatia anche se, confesso, con una punta di
scetticismo, gli sforzi della collega Binetti per arrivare ad una posizione
comune della maggioranza che rispetti i principi etici che stanno alla base
della legge 40. Se tale sforzo ha avuto successo faccio ammenda del mio
scetticismo e mi congratulo per una risultato di grande importanza che
costruisce su questi temi praticamente una unanimità morale del paese.
Se questo però non fosse il caso allora la risoluzione presentata da me e dai
colleghi Mantovano, Bianconi, Polledri, Pallaro ed Andreotti, insieme con
quella presentata dal collega Peterlini, sarebbe l'unico argine contro uno
sviluppo che è contrario agli interessi del paese e ripugna alla nostra
coscienza morale.
Urge una chiara risposta del governo. Le grandi convergenze ideali si fanno
nella chiarezza e nella piena assunzione da parte di tutti delle proprie
responsabilità davanti al paese.
Roma, 19 luglio
2006
Tratto da www.pensarecristiano.org