CLONAZIONE
UMANA
Di Rocco Buttiglione
La dichiarazione dell’Assemblea Generale
delle Nazioni Unite sulla clonazione umana che impegna tutti i paesi del mondo
a proibire la clonazione umana segna un’acquisizione
importante per la coscienza comune dell’umanità. Viene
proibita non solo la clonazione per motivi riproduttivi, cioè la produzione di
bambini in provetta, ma anche la clonazione per ragioni di ricerca. Si tratta
in questo ultimo caso della produzione di embrioni al
fine di poterli poi distruggere per ricavarne cellule staminali
embrionali da utilizzare per la ricerca. Si tratta di un messaggio in difesa
della vita umana che ci ricorda che l’embrione non è un qualunque ammasso
cellulare che può essere utilizzato per fini di ricerca o di profitto. Non tutto quello che è tecnicamente possibile è anche moralmente
lecito. Non si tratta qui di porre dei limiti alla ricerca ma piuttosto
di difendere la vita umana. E’ da tempo universalmente accettato il principio per cui non è lecito sacrificare la vita umana per la
ricerca, non è lecito fare ricerca su un essere umano che ne comprometta la
salute.
E’ chiaro, tuttavia, che questa decisione
pone un argine ai tentativi di espandere e rafforzare la diffusione dell’aborto
con il sostegno delle Nazioni Unite o di confermarlo come un diritto umano
inalienabile. Il tema dell’aborto è e rimanere di competenza esclusiva dei
legislatori nazionali. Bene ha operato in questa circostanza il Governo
italiano che ha dato un contributo importante per il successo di questa
risoluzione. E’ bene ricordare che questo ambito non è
un ambito di competenza dell’Unione europea e sarebbe quindi bene che nessuno
si arrogasse il diritto di presentare posizioni dell’Unione europea che non ci
sono e che se ci fossero dovrebbero essere prese a livello adeguato e non da
funzionari.
E’ appena il caso di rilevare che questa
risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, conferma con forza uno
dei punti centrali della legge italiana sulla fecondazione assistita che è
anche uno dei punti attaccati con più forza dai
referendari. Si tratta appunto della
proibizione di distruggere embrioni a fini di ricerca.
E’ bene ricordare ancora una volta che non è affatto
vero che la proibizione della clonazione a fini di ricerca o la distruzione di
embrioni renda impossibile la ricerca su cellule staminali
e quindi impedisca di trovare cure per gravi malattie. Le cellule staminali possono essere trovate in molti tessuti umani
adulti, che nella placenta e nel cordone ombelicale. Ed è proprio essa che ci ha dato maggiori risultati. È
disonesto tentare di ingannare gli elettori dicendo
che chi difende la vita è contro i malati.