DICHIARAZIONE

  GRAVISSIMUM EDUCATIONIS  

SULL'EDUCAZIONE CRISTIANA

 

 PROEMIO

 

L'estrema importanza dell'educazione nella vita dell'uomo e la sua

incidenza sempre più grande nel progresso sociale contemporaneo sono

oggetto di attenta considerazione da parte del sacro Concilio ecumenico.

In effetti l'educazione dei giovani, come anche una certa formazione

permanente degli adulti, sono rese insieme più facili e più urgenti

dalle circostanze attuali. Gli uomini, avendo una più matura coscienza

della loro dignità e della loro responsabilità, desiderano partecipare

sempre più attivamente alla vita sociale, specie in campo economico e

politico d'altra parte gli sviluppi meravigliosi della tecnica e della

ricerca scientifica, i nuovi mezzi di comunicazione sociale danno loro

la possibilità, anche perché spesso hanno più tempo libero a

disposizione, di accostarsi più facilmente al patrimonio culturale e

spirituale dell'umanità e di arricchirsi intrecciando tra i gruppi e tra

i popoli più strette relazioni.

 

Per questo dappertutto sorgono iniziative atte a promuovere sempre più

l'attività educativa; si definiscono e si pubblicano con documenti

solenni i diritti fondamentali in ordine alla educazione degli uomini,

ed in particolare quelli dei fanciulli e dei genitori; crescendo

rapidamente il numero degli alunni, si moltiplicano e si perfezionano le

scuole, come pure si fondano altre istituzioni educative; attraverso

nuove esperienze si perfezionano i metodi educativi e didattici, e si

fanno sforzi davvero grandiosi per educare ed istruire tutti gli uomini,

anche se è vero che moltissimi sono ancora i fanciulli e i giovani che

mancano dell'istruzione di base e tanti altri non hanno quell'educazione

completa che sviluppa insieme la verità e la carità.

 

Da parte sua la santa madre Chiesa, nell'adempimento del mandato

ricevuto dal suo divin Fondatore, che è quello di annunziare il mistero

della salvezza a tutti gli uomini e di edificare tutto in Cristo, ha il

dovere di occuparsi dell'intera vita dell'uomo, anche di quella terrena,

in quanto connessa con la vocazione soprannaturale; essa perciò ha un

suo compito specifico in ordine al progresso ed allo sviluppo della

educazione. Per questo il sacro Sinodo dichiara alcuni principi

fondamentali intorno all'educazione cristiana, soprattutto nelle scuole.

Toccherà poi ad una speciale commissione post-conciliare svilupparli

ulteriormente, ed alle conferenze episcopali applicarli alle diverse

situazioni locali.

 

  Il diritto di ogni uomo all'educazione  

 

1. Tutti gli uomini di qualunque razza, condizione ed età, in forza

della loro dignità di persona hanno il diritto inalienabile ad una

educazione, che risponda alla loro vocazione propria e sia conforme al

loro temperamento, alla differenza di sesso, alla cultura e alle

tradizioni del loro paese, ed insieme aperta ad una fraterna convivenza

con gli altri popoli, al fine di garantire la vera unità e la vera pace

sulla terra. La vera educazione deve promuovere la formazione della

persona umana sia in vista del suo fine ultimo, sia per il bene dei vari

gruppi di cui l'uomo è membro ed in cui, divenuto adulto, avrà mansioni

da svolgere.

 

Pertanto, i fanciulli ed i giovani, tenuto conto del progresso della

psicologia e della didattica, debbono essere aiutati a sviluppare

armonicamente le loro capacità fisiche, morali e intellettuali, ad

acquistare gradualmente un più maturo senso di responsabilità, nello

sforzo sostenuto per ben condurre la loro vita personale e la conquista

della vera libertà, superando con coraggio e perseveranza tutti gli

ostacoli. Debbono anche ricevere, man mano che cresce la loro età, una

positiva e prudente educazione sessuale. Debbono inoltre essere avviati

alla vita sociale, in modo che, forniti dei mezzi ad essa necessari ed

adeguati, possano attivamente inserirsi nei gruppi che costituiscono la

comunità umana, siano disponibili al dialogo con gli altri e

contribuiscano di buon grado all'incremento del bene comune.

 

Analogamente il sacro Sinodo dichiara che fanciulli e giovani hanno

diritto di essere aiutati sia a valutare con retta coscienza e ad

accettare con adesione personale i valori morali, sia alla conoscenza

approfondita ed all'amore di Dio. Perciò chiede e raccomanda a quanti

governano i popoli o presiedono all'educazione di fare in modo che mai

la gioventù venga privata di questo sacro diritto. Esorta poi i figli

della Chiesa a lavorare generosamente in tutti i settori

dell'educazione, al fine specialmente di una più rapida estensione dei

grandi benefici dell'educazione e dell'istruzione a tutti, nel mondo intero.

 

  L'educazione cristiana  

 

2. Tutti i cristiani, in quanto rigenerati nell'acqua e nello Spirito

Santo, son divenuti una nuova creatura, quindi sono di nome e di fatto

figli di Dio, e hanno diritto a un'educazione cristiana. Essa non mira

solo ad assicurare quella maturità propria dell'umana persona, di cui si

è ora parlato, ma tende soprattutto a far si che i battezzati, iniziati

gradualmente alla conoscenza del mistero della salvezza, prendano sempre

maggiore coscienza del dono della fede, che hanno ricevuto; imparino ad

adorare Dio Padre in spirito e verità (cfr. Gv 4,23) specialmente

attraverso l'azione liturgica; si preparino a vivere la propria vita

secondo l'uomo nuovo, nella giustizia e santità della verità (cfr. Ef

4,22-24), e cosi raggiungano l'uomo perfetto, la statura della pienezza

di Cristo (cfr. Ef 4,13), e diano il loro apporto all'aumento del suo

corpo mistico. Essi inoltre, consapevoli della loro vocazione, debbono

addestrarsi sia a testimoniare la speranza che è in loro (cfr. 1 Pt

3,15), sia a promuovere la elevazione in senso cristiano del mondo, per

cui i valori naturali, inquadrati nella considerazione completa

dell'uomo redento da Cristo, contribuiscano al bene di tutta la società.

Pertanto questo santo Sinodo ricorda ai pastori di anime il dovere

gravissimo di provvedere a che tutti i fedeli ricevano questa educazione

cristiana, specialmente i giovani, che sono la speranza della Chiesa.

 

  I genitori, primi educatori  

 

3. I genitori, poiché han trasmesso la vita ai figli, hanno l'obbligo

gravissimo di educare la prole: vanno pertanto considerati come i primi

e i principali educatori di essa. Questa loro funzione educativa è tanto

importante che, se manca, può difficilmente essere supplita. Tocca

infatti ai genitori creare in seno alla famiglia quell'atmosfera

vivificata dall'amore e dalla pietà verso Dio e verso gli uomini, che

favorisce l'educazione completa dei figli in senso personale e sociale.

La famiglia è dunque la prima scuola di virtù sociali, di cui appunto

han bisogno tutte le società. Soprattutto nella famiglia cristiana,

arricchita della grazia e delle esigenze del matrimonio sacramento, i

figli fin dalla più tenera età devono imparare a percepire il senso di

Dio e a venerarlo, e ad amare il prossimo, conformemente alla fede che

han ricevuto nel battesimo; li anche fanno la prima esperienza di una

sana società umana e della Chiesa; sempre attraverso la famiglia,

infine, vengono pian piano introdotti nella comunità degli uomini e nel

popolo di Dio. Perciò i genitori si rendano esattamente conto della

grande importanza che la famiglia autenticamente cristiana ha per la

vita e lo sviluppo dello stesso popolo di Dio.

 

Il compito educativo, come spetta primariamente alla famiglia, cosi

richiede l'aiuto di tutta la società. Perciò, oltre i diritti dei

genitori e di quelli a cui essi affidano una parte del loro compito

educativo, ci sono determinati diritti e doveri che spettano alla

società civile, poiché questa deve disporre quanto è necessario al bene

comune temporale. Rientra appunto nelle sue funzioni favorire in diversi

modi l'educazione della gioventù: cioè difendere i doveri e i diritti

dei genitori e degli altri che svolgono attività educativa e dar loro il

suo aiuto; in base al principio della sussidiarietà, laddove manchi

l'iniziativa dei genitori e delle altre società, svolgere l'opera

educativa, rispettando tuttavia i desideri dei genitori, fon dare

inoltre, nella misura in cui lo richieda il bene comune, scuole e

istituzioni educative proprie.

 

Infine, ad un titolo tutto speciale, il dovere di educare spetta alla

Chiesa: non solo perché essa va riconosciuta anche come società umana

capace di impartire l'educazione, ma soprattutto perché essa ha il

compito di annunciare a tutti gli uomini la via della salvezza e di

comunicare ai credenti la vita di Cristo, aiutandoli con sollecitudine

incessante a raggiungere la pienezza di questa vita. A questi suoi

figli, dunque, la Chiesa come madre deve dare un'educazione tale, che

tutta la loro vita sia penetrata dello spirito di Cristo; ma nel

contempo essa offre la sua opera a tutti i popoli per promuovere la

perfezione integrale della persona umana, come anche per il bene della

società terrena e per la edificazione di un mondo più umano.

 

  Vari mezzi al servizio dell'educazione cristiana  

 

4. Nell'assolvere il suo compito educativo la Chiesa utilizza tutti i

mezzi idonei, ma si preoccupa soprattutto di quelli che sono i mezzi

suoi propri. Primo tra questi è l'istruzione catechetica, che dà luce e

forza alla fede, nutre la vita secondo lo spirito di Cristo, porta a

partecipare in maniera consapevole e attiva al mistero liturgico, ed è

stimolo all'azione apostolica. La Chiesa valorizza anche e tende a

penetrare del suo spirito e ad elevare gli altri mezzi che appartengono

al patrimonio comune degli uomini e che sono particolarmente adatti al

perfezionamento morale ed alla formazione umana, quali gli strumenti di

comunicazione sociale, le molteplici società a carattere culturale e

sportivo, le associazioni giovanili e in primo luogo le scuole.

 

  La scuola  

 

5. Tra tutti gli strumenti educativi un'importanza particolare riveste

la scuola , che in forza della sua missione, mentre con cura costante

matura le facoltà intellettuali, sviluppa la capacità di giudizio, mette

a contatto del patrimonio culturale acquistato dalle passate

generazioni, promuove il senso dei valori, prepara alla vita

professionale, genera anche un rapporto di amicizia tra alunni di

carattere e condizione sociale diversa, disponendo e favorendo la

comprensione reciproca. Essa inoltre costituisce come un centro, alla

cui attività ed al cui progresso devono insieme partecipare le famiglie,

gli insegnanti, i vari tipi di associazioni a finalità culturali,

civiche e religiose, la società civile e tutta la comunità umana.

 

È dunque meravigliosa e davvero importante la vocazione di quanti,

collaborando con i genitori nello svolgimento del loro compito e facendo

le veci della comunità umana, si assumono il compito di educare nelle

scuole. Una tale vocazione esige speciali doti di mente e di cuore, una

preparazione molto accurata, una capacità pronta e costante di

rinnovamento e di adattamento.

 

  Diritti e doveri dei genitori  

 

6. I genitori, avendo il dovere ed il diritto primario e irrinunciabile

di educare i figli, debbono godere di una reale libertà nella scelta

della scuola. Perciò i pubblici poteri, a cui incombe la tutela e la

difesa della libertà dei cittadini, nel rispetto della giustizia

distributiva, debbono preoccuparsi che le sovvenzioni pubbliche siano

erogate in maniera che i genitori possano scegliere le scuole per i

propri figli in piena libertà, secondo la loro coscienza.

 

D'altra parte, tocca allo Stato provvedere perché tutti i cittadini

possano accedere e partecipare in modo conveniente alla cultura e si

preparino adeguatamente all'esercizio dei doveri e dei diritti civili.

Sempre lo Stato dunque deve tutelare il diritto dei fanciulli ad una

conveniente educazione scolastica, vigilare sulla capacità degli

insegnanti e sulla serietà degli studi, provvedere alla salute degli

alunni ed in genere promuovere tutto l'ordinamento scolastico tenendo

presente il principio della sussidiarietà ed escludendo quindi ogni

forma di monopolio scolastico. Tale monopolio infatti contraddice ai

diritti naturali della persona umana, allo sviluppo e alla divulgazione

della cultura, alla pacifica convivenza dei cittadini ed anche al

pluralismo, che è oggi la regola in moltissime società.

 

Il sacro Sinodo esorta dunque i fedeli a collaborare generosamente sia

nella ricerca dei metodi educativi idonei e dell'ordine degli studi, sia

nella formazione dei maestri che sappiano bene educare i giovani e,

soprattutto attraverso le associazioni tra genitori, ad aiutare

positivamente e costantemente il compito della scuola e in particolare

quell'educazione morale, che essa deve fornire,

 

  La scuola non cattolica  

 

7. La Chiesa inoltre, consapevole del dovere gravissimo di curare

diligentemente l'educazione morale e religiosa di tutti i suoi figli,

deve rendersi presente con un affetto speciale e con il suo aiuto ai

moltissimi suoi figli che vengono educati nelle scuole non cattoliche.

Essa assicura questa presenza sia attraverso la testimonianza della vita

data dai loro maestri e superiori, sia attraverso l'azione apostolica

dei condiscepoli, sia soprattutto attraverso il ministero dei sacerdoti

e dei laici che insegnano loro la dottrina della salvezza, con metodo

adeguato all'età ed alle altre circostanze, ed offrono loro l'aiuto

spirituale per mezzo di iniziative opportune secondo le condizioni di

tempo e di luogo.

 

Essa rammenta poi il grave dovere che incombe ai genitori di tutto

predisporre o anche di esigere, perché i loro figli possano usufruire di

quegli aiuti ed in armonia con la formazione profana progrediscano in

quella cristiana. Perciò la Chiesa loda quelle autorità e società civili

che, tenendo conto del pluralismo esistente nella società moderna e

garantendo la giusta libertà religiosa, aiutano le famiglie perché

l'educazione dei loro figli possa aver luogo in tutte le scuole secondo

i principi morali e religiosi propri di quelle stesse famiglie,

 

  La scuola cattolica  

 

8. La presenza della Chiesa in campo scolastico si rivela in maniera

particolare nella scuola cattolica Al pari delle altre scuole, questa

persegue le finalità culturali proprie della scuola e la formazione

umana dei giovani. Ma suo elemento caratteristico è di dar vita ad un

ambiente comunitario scolastico permeato dello spirito evangelico di

libertà e carità, di aiutare gli adolescenti perché nello sviluppo della

propria personalità crescano insieme secondo quella nuova creatura che

essi sono diventati mediante il battesimo, e di coordinare infine

l'insieme della cultura umana con il messaggio della salvezza, sicché la

conoscenza del mondo, della vita, dell'uomo, che gli alunni via via

acquistano, sia illuminata dalla fede. Solo così la scuola cattolica,

mentre--come è suo dovere--si apre alle esigenze determinate

dall'attuale progresso, educa i suoi alunni a promuovere efficacemente

il bene della città terrena ed insieme li prepara al servizio per la

diffusione del regno di Dio, sicché attraverso la pratica di una vita

esemplare ed apostolica diventino come il fermento di salvezza della

comunità umana.

 

Perciò la scuola cattolica, essendo in grado di contribuire moltissimo

allo svolgimento della missione del popolo di Dio e di servire al

dialogo tra la Chiesa e la comunità degli uomini con loro reciproco

vantaggio, conserva la sua somma importanza anche nelle circostanze

presenti. Pertanto questo santo Sinodo ribadisce il diritto della Chiesa

a fondare liberamente e a dirigere le scuole di qualsiasi ordine e

grado, diritto già dichiarato in tanti documenti del magistero esso

ricorda che l'esercizio di un tale diritto contribuisce moltissimo anche

alla tutela della libertà di coscienza e dei diritti dei genitori, come

pure allo stesso progresso culturale.

 

Da parte loro gli insegnanti ricordino che dipende essenzialmente da

loro che la scuola cattolica sia in grado di realizzare i suoi scopi e

le sue iniziative. Essi dunque devono prepararsi scrupolosamente, per

essere forniti della scienza sia profana che religiosa, attestata dai

relativi titoli di studio, e ampiamente esperti nell'arte pedagogica,

aggiornata con le scoperte del progresso contemporaneo. Stretti tra loro

e con gli alunni dal vincolo della carità e ricchi di spirito

apostolico, essi devono dare testimonianza sia con la vita sia con la

dottrina all'unico Maestro che è Cristo. Collaborino anzitutto con i

genitori; insieme con essi tengano debito conto, in tutto il ciclo

educativo, della differenza di sesso e del fine particolare che all'uno

e all'altro sesso la divina Provvidenza ha stabilito nella famiglia e

nella società; si sforzino di stimolare l'azione personale dei loro

alunni e continuino, una volta che questi abbiano terminato i loro

studi, ad assisterli con il loro consiglio e con la loro amicizia, anche

fondando associazioni di ex alunni, in cui aleggi il vero spirito

ecclesiale. E ci tiene il sacro Sinodo a dichiarare che il ministero di

questi maestri è autentico apostolato, sommamente conveniente e

necessario anche nei nostri tempi, ed è insieme reale servizio reso alla

società. Ai genitori cattolici ricorda poi l'obbligo di affidare,

secondo le concrete circostanze di tempo e di luogo, i loro figli alle

scuole cattoliche, di aiutarle secondo le loro possibilità e di

collaborare con esse per il bene dei loro figli.

 

  Differenti forme di scuola cattolica  

 

9. A questo ideale di scuola cattolica devono sforzarsi di conformarsi

tutte le scuole che, a qualunque titolo, dipendono dalla Chiesa, anche

se la scuola cattolica in base alle situazioni locali può assumere varie

forme. S'intende che la Chiesa ha sommamente a cuore anche quelle scuole

cattoliche le quali, specie nei territori di missione, son pure

frequentate da alunni non cattolici.

 

Del resto, nella costituzione e nell'ordinamento delle scuole cattoliche

bisogna guardare alle necessità dell'evoluzione del nostro tempo. A tale

fine, fermo restando l'impegno di promuovere le scuole di grado

elementare e secondario, in quanto costituiscono il fondamento

dell'educazione, si deve fare gran conto di quelle che sono

particolarmente richieste dalle condizioni attuali. Tali sono quelle che

vanno sotto il nome di scuole professionali e tecniche, gli istituti

destinati all'alfabetizzazione degli adulti, allo sviluppo dei servizi

sociali ed a coloro che per difetti naturali abbisognano di assistenza

particolare, ed anche le scuole di formazione per maestri sia per

l'insegnamento religioso che per le altre forme di educazione.

 

Il sacro Sinodo esorta vivamente i pastori della Chiesa e i fedeli tutti

a non risparmiare sacrificio alcuno nell'aiutare le scuole cattoliche,

ad assolvere sempre meglio il loro compito ed a venire incontro

soprattutto alle necessità di coloro che non hanno mezzi economici o

sono privi dell'aiuto e dell'affetto della famiglia o sono estranei al

dono della fede.

 

  Le scuole superiori  

 

10. Analogamente la Chiesa ha grande cura delle scuole di grado

superiore specialmente delle università e delle facoltà. Anzi, in tutte

quelle che da essa dipendono, mira organicamente a che le varie

discipline siano coltivate secondo i propri principi e il proprio

metodo, con la libertà propria della ricerca scientifica, in maniera che

se ne abbia una sempre più profonda comprensione e, indagando

accuratamente le nuove questioni e ricerche suscitate dai progressi

dell'epoca moderna, si colga più chiaramente come fede e ragione si

incontrano nell'unica verità, seguendo le orme dei dottori della Chiesa,

specialmente di S. Tommaso d'Aquino. In tal modo si realizzerà come una

presenza pubblica, costante ed universale del pensiero cristiano in

tutto lo sforzo dedicato a promuovere la cultura superiore; inoltre

questi istituti devono formare in tal guisa tutti i loro studenti, che

essi diventino uomini veramente insigni per sapere, pronti a svolgere

compiti impegnativi nella società e a testimoniare la loro fede di

fronte al mondo.

 

Nelle università cattoliche in cui manchi la facoltà teologica dovrà

esserci un istituto o cattedra di teologia, in cui si tengano lezioni

adatte anche per gli studenti laici. E poiché le scienze progrediscono

essenzialmente grazie alle ricerche specializzate di maggiore importanza

scientifica, nelle università e facoltà cattoliche dovranno essere

soprattutto curati quegli istituti il cui scopo primo è quello di

promuovere la ricerca scientifica.

 

Il sacro Sinodo raccomanda vivamente di sviluppare le università e le

facoltà cattoliche, distribuendole convenientemente nelle diverse parti

del mondo; ma esse, più che per il numero, dovranno distinguersi per

l'impegno culturale. Ad esse abbiano facile accesso gli alunni che

offrono buone speranze di riuscita, anche se di modeste condizioni

economiche, specialmente quelli che provengono dalle giovani nazioni.

 

Essendo l'avvenire della società e della stessa Chiesa intimamente

connesso con lo sviluppo intellettuale dei giovani che compiono studi

superiori i pastori della Chiesa non devono preoccuparsi soltanto della

vita spirituale degli alunni delle università cattoliche, ma, solleciti

della formazione spirituale di tutti i loro figli, attraverso opportune

intese tra vescovi, devono provvedere affinché anche presso le

università non cattoliche esistano convitti e centri universitari

cattolici, dove sacerdoti, religiosi e laici, accuratamente scelti e

preparati, possano offrire in permanenza alla gioventù universitaria

un'assistenza spirituale e intellettuale. Quanto poi ai giovani più

capaci delle università cattoliche o delle altre università, che si

dimostrino adatti all'insegnamento ed alla ricerca, essi devono essere

oggetto di cura particolare ed avviati alla carriera universitaria.

 

  Le facoltà di teologia  

 

11. Molto si attende la Chiesa dall'attività delle facoltà di scienze

sacre. È ad esse infatti che affida il compito importantissimo di

preparare i propri alunni non solo al ministero sacerdotale, ma

soprattutto all'insegnamento nelle cattedre di studi ecclesiastici

superiori o al lavoro scientifico personale o allo svolgimento delle

forme più alte di apostolato intellettuale. È pure compito di queste

facoltà approfondire i vari settori delle scienze sacre, in modo che si

abbia una intelligenza sempre più piena della rivelazione divina, sia

meglio esplorato il patrimonio della sapienza cristiana trasmesso dalle

generazioni passate, sia favorito il dialogo con i fratelli separati e

con i non cristiani, e si risponda ai problemi emergenti dal progresso

delle scienze.

 

Per queste ragioni le facoltà ecclesiastiche, dopo aver sottoposto a

opportuna revisione le loro costituzioni, promuovano vigorosamente lo

sviluppo delle scienze sacre e delle altre ad esse connesse, e,

adottando anche metodi e sussidi più moderni, addestrino i propri

studenti alle ricerche più profonde.

 

  La coordinazione delle scuole cattoliche  

 

12. Essendo anche in campo scolastico sommamente necessaria quella

cooperazione, che per la sua urgenza va sempre più affermandosi a

livello diocesano, nazionale e internazionale, bisogna fare ogni sforzo

per coordinare convenientemente tra loro le scuole cattoliche e per

favorire tra esse e le altre scuole quella collaborazione richiesta dal

bene della comunità umana universale.

 

Da questo maggiore coordinamento e da questo lavoro fatto insieme si

raccoglieranno i migliori frutti specialmente nell'ambito degli istituti

accademici. Perciò in ogni università le diverse facoltà, nella misura

che lo consente la loro materia, devono aiutarsi vicendevolmente. Così

pure le stesse università devono agire in piena intesa e in stretta

unione tra loro, promuovendo insieme dei convegni internazionali,

tenendosi reciprocamente informate circa le loro ricerche scientifiche,

comunicandosi le nuove scoperte, scambiandosi i docenti per determinati

periodi e sviluppando quelle iniziative che incrementano la loro

collaborazione.

 

 CONCLUSIONE

 

Il sacro Sinodo esorta vivamente anche i giovani perché, convinti della

eccellenza del compito educativo, siano generosamente pronti ad

intraprenderlo, specie in quelle regioni dove lo scarso numero di

maestri mette in pericolo l'educazione della gioventù.

 

Parimenti il Sinodo, nell'esprimere la sua gratitudine ai sacerdoti,

religiosi, religiose e laici che in spirito di dedizione evangelica

svolgono la nobile opera educativa e didattica di qualsiasi tipo e

grado, li esorta a perseverare con generosità nel compito intrapreso,

sforzandosi di distinguersi nella formazione degli alunni allo spirito

di Cristo, nell'arte pedagogica e nello studio scientifico, in modo che

promuovano non solo il rinnovamento della Chiesa all'interno, ma anche

ne mantengano e ne accentuino la benefica presenza nel mondo moderno,

specie in quello intellettuale.

 

 28 ottobre 1965